In occasione della I Winter School, che si è tenuta ad Orvieto dal 5 all’ 8 dicembre 2009, i Relatori hanno argomentato circa il ruolo che deve assumere una disciplina come la media education nella società italiana e nella scuola. Interessante e originale è stato il contributo offerto dal prof. Roberto Farnè, pedagogista e direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Farnè ha sottolineato la differenza di modalità con cui avviene l’apprendimento tra la scuola e il mondo dei media. Nel caso della scuola, il cui obiettivo è quello di trasmettere conoscenza e saperi, la socializzazione/educazione avviene per iniziazione, grazie al contributo degli insegnanti che preparano alla lettura, alla scrittura e a far di conto. Per ciò che riguarda i media invece la socializzazione /educazione avviene per immersione, cioè mettendo in atto meccanismi di identificazione empatica nei confronti di ciò che si apprende, che può essere un linguaggio cinematografico o televisivo, piuttosto che l’utilizzo della videocamera. A questo punto è naturale porsi l’interrogativo circa il ruolo della media education nella scuola moderna. A tal proposito il professore ha sottolineto come sia più importante che la media education stimoli la scuola a recuperare la cultura dei media, insegnando agli studenti, ad esempio, la lettura del linguaggio cinematografico- proiettando nelle classi film che costituiscono pietre miliari dell’immaginario collettivo ( Roma città aperta, Otto e mezzo, Ladri di biciclette etc..) ; oppure investire, in termini quantitativi, su acquisti di nuovi computer o sulle LIM ( lavagne interattive multimediali). Farnè ha lasciato aperti tanti interrogativi ed il dibattito all’interno del MED vede la contrapposizione tra i formatori e i docenti che considerano la media education una disciplina indispensabile per aggiornare il linguaggio scolastico, e coloro che, come il prof. Farnè, pensano che l’educazione ai media, in termini di forte innovazione tecnologica, sia troppo distonica rispetto agli scopi della scuola moderna.
Andrea Magliocco, Med Master
